“Da cosa nasce cosa”, questo è proprio il caso di dirlo. Dalla presentazione online del libro “Ghetti” di Goffredo Buccini (Corriere della Sera) è nata la lettera di una studentessa pescarese di origini Rom. La studentessa del corso serale dell’Aterno-Manthonè ci racconta meglio di tanti reportage la vita e l’esperienza di una ragazza di quartiere due volte diversa. Diversa perché Rom; diversa perché volenterosa negli studi e determinata nel proseguirli, nonostante il parere contrario di molti del suo ambiente. La giovane pescarese, orgogliosa delle radici antiche della sua cultura, ha trovato le parole giuste per descrivere la realtà in cui vive:

“Il mondo fa paura, ma il mondo fuori dalle case popolari fa paura ancora di più.
Devo sopravvivere, sopportare, a volte supplicare con lo sguardo. E chi mi aiuta? Nessuno.
Si cresce con la consapevolezza che “sono diverso, sarò escluso”. Come un meccanismo di sottovalutazione, emarginazione, esclusione. Parole legate fra di loro, come a dire “sono rovinato in partenza”.”

La ragazza è molto coraggiosa, non c’è che dire. Coraggiosa perché ha trovato la forza di imporsi con idee diverse alle persone che la circondano e costituiscono il suo mondo. In un passaggio della lettera autografa, la studentessa parla senza eufemismi, dei limiti di appartenere ad una cultura come la sua e della necessità di scoprire il mondo fuori dal proprio:

“Voglio scoprire il mondo per scoprire me stessa. Chi appartiene ad una cultura diversa non ne ha modo, ha limiti, e spesso non ha la possibilità di imparare, di scoprire, di capire.
Lunga vita ai ribelli.”

La studentessa ha le idee molto chiare rispetto alla scuola e alla sua funzione sociale. Parole che dovrebbero risuonare nelle orecchie di chi la scuola la fa e la ama e in quelle di chi l’istruzione la gestisce e la organizza.

In questa prospettiva, la scuola ha un grande valore e un ruolo fondamentale per aiutare tutti a “uscire fuori” per ritrovare sé stessi. La curiosità e il voler sapere ci portano alla consapevolezza.

Con un buon uso della testa possiamo andare ovunque.

Con il sapere possiamo affrontare e abbattere la barriera dell’ignoranza.

La scuola dà voce e spazio, la scuola dà libertà.

Siamo orgogliosi di sapere che questo spunto è nata da un’attività di INsegnalibro, la partecipazione alla presentazione del libro Ghetti, evento organizzato su piattaforma online dal partner di progetto Istituto Tecnico Statale Aterno-Manthonè in occasione del Premio Nazionale di Cultura Benedetto Croce.